Io, alla tenera età di 24 anni.
Se la vita ti sorride, ha una paresi. – Paco d’Alcatraz
La prima volta che ho visto un computer avevo 10 anni, era il 486 di mio cugino. Da quel giorno la mia vita era rovinata per sempre.
Chiesi ai miei genitori di frequentare il tempo prolungato alle scuole medie solo perché lì si poteva usare il computer al pomeriggio. A 11 anni cosa vuoi saperne della vita. Preferisco pensare che i miei mi abbiano fatto fare il prolungato perché era l’unico modo di fare inglese. Col senno di poi, e visto che alla fine il computer lo usavamo tutti allo stesso modo (cioè mai) avrei preferito fare tre anni di francese e due pomeriggi in meno alla settimana. Alle medie ero il solito sfigato, schifato praticamente da tutti tranne che dagli altri paria come me, maledetti arrampicatori sociali che come unico scopo avevano quello di abbandonare quella condizione. Fossi stato almeno bravo a scuola… dopo 5 anni di genio alle elementari le mie doti sembravano essersi definitivamente arenate su una mediocrità da “Istituto Professionale” come paventato dai miei insegnanti.
Il biennio all’ITIS di San Donà non fu migliore dei tre anni precedenti… mi portavo dietro una nomea di sfigato e una svogliatezza nel fare le cose che mi fecero rischiare la bocciatura. Ovviamente il mio rapporto con i professori era stato compromesso fin dal primo giorno, e per i due anni successivi dovetti sudarmi ogni singolo voto.
Il primo giorno della terza superiore fu quasi traumatico. Ero fra 18 sconosciuti, e l’unica persona con cui andavo d’accordo mi aveva “pugnalato alle spalle”, cambiando sezione senza dire una parola e lasciandomi solo. Evidentemente quella fu la mia fortuna, perché in quel modo avevo tagliato tutti i ponti che mi legavano al passato, permettendomi di cominciare una nuova vita. I buoni risultati non tardarono ad arrivare, poiché mi sentivo finalmente come un pesce in acqua, attirandomi le simpatie dei professori che mi vedevano di buon occhio e tendevano ad aiutarmi. Ero anche rispettato da buona parte dei miei compagni di classe, tranne quei pochi che pretendevano di cavarsela “gratis”, quando in realtà doveva vigere una politica “do ut des”, soprattutto durante compiti in classe e poco più avanti con la maturità. Finalmente non ero più uno sfigato, ero salito al gradino di ragazzo quasi normale, cosa che notai soprattutto durante le gite all’estero, dove puntualmente venivo dimenticato e lasciato in disparte durante le formazione delle camere.
Allora come oggi ero molto più portato alla pratica piuttosto che alla teoria in molte materie, tranne (ma guarda un po’) educazione fisica. Dopo tre anni uscii dall’ITIS con un più che dignitoso punteggio di 90/100.
Nel frattempo crebbe la mia passione per la “Grande Rete Globale”. Quando frequentavo il triennio di informatica l’unico corso di laurea di cui ero a conoscenza che trattasse l’argomento Internet era (ma guarda un po’) Scienze di Internet, a Bologna. Un bel giorno scoprii che “Tecnologie Web e Multimediali” era stato aperto due anni prima a Udine. Poco dopo il diploma andai e mi iscrissi a quel corso di laurea. Come ogni bravo universitario passavo le giornate tra lezioni e ozio. Dimostrai ancora una volta di avere attitudine per la pratica piuttosto che per la teoria.
Credo che la mia tesi illustri ampiamente questa mia prerogativa, il fatto di essere riuscito a creare un applicativo molto elaborato e nel contempo di aver prodotto così poca documentazione.
Il 13 Aprile 2007 sono stato proclamato Dottore in Tecnologie Web e Multimediali con il punteggio di 95/110 portando una tesi dal titolo “Taras e la Chora, progetto e realizzazione di un ipertesto“.
Nonostante avessi intenzione di fare il mantenuto ancora per qualche anno abbandonai l’università e cercai un lavoro come sviluppatore di siti internet. Ora lavoro in Domains Income S.r.l., dove mi occupo dello sviluppo di soluzioni adatte alle esigenze dell’azienda. In sostanza buona parte della mia giornata la passo a 1) Insultare quelli che scrivono codice (e spesso le persone coincidono); 2) Scovare, correggere errori ed aggiungere nuove funzionalità alle applicazioni; 3) Sviluppo di nuove applicazioni.